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“Non c’è un modo sbagliato di essere donna”: lo spot del deodorante mostra l’angoscia di una trans nel bagno pubblico

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Lo spot è quello di un deodorante ma, ad essere protagonista, è una battaglia ideologica che da tempo si combatte in America. Quella dei bagni pubblici e delle persone transessuali. Negli ultimi anni si è combattuto a causa di proposte di legge controverse, come quella che nel Nord Carolina proibisce alle persone transessuali di utilizzare il bagno corrispondente al genere con cui si identificano pubblicamente. Altri stati americani hanno presentato proposte di legge simili e la battaglia si combatte anche nelle scuole.

La parrucchiera è trans e i genitori portano via i figli

Tratto da “il golfo24.it” del 8 agosto 2016:

Il fatto è accaduto a Ischia Ponte nel salone di Valentina Mennella, «mi hanno chiesto se potevo fare il taglio ai bambini, ma quando hanno sentito la mia voce e hanno capito che sono trans sono andati via»

<span class="entry-title-primary">La parrucchiera è trans e i genitori portano via i figli</span> <span class="entry-subtitle">Il fatto è accaduto a Ischia Ponte nel salone di Valentina Mennella, «mi hanno chiesto se potevo fare il taglio ai bambini, ma quando hanno sentito la mia voce e hanno capito che sono trans sono andati via»</span>

Dalla redazione

Ischia – «Che schifo è venuta una famiglia con 3 bambini. Mi hanno chiesto se potevo fare il taglio ai bimbi, ma  quando hanno sentito la mia voce e hanno capito che sono trans sono andati via. Che cattiveria». È con questo post su Facebook che Valentina Mennella, nota parrucchiera di Ischia Ponte ha annunciato  l’ennesimo caso di omofobia avvenuto sulla nostra isola. In tantissimi, sempre sui social, hanno espresso la loro solidarietà a Valentina, condannando soprattutto i genitori di questi ragazzini che possiamo solo immaginare quale scusa abbiano inventato per spiegare quel repentino cambio d’idea.

La trans Efe Bal: «al Family Day politici miei clienti»

vvox.it
http://www.vvox.it/2016/01/28/trans-efe-bal-al-family-day-politici-miei-clienti/
La trans Efe Bal: «al Family Day politici miei clienti»
Vvox
28 gennaio 2016

Efe Bal
«Ci sono dei politici che si stanno battendo, in questi giorni, per la famiglia tradizionale e poi vengono da me».

Lo ha affermato Efe Bal, la trans più famosa d’Italia alla vigilia del Family Day. Intervistata dal Tempo, la Bal ha rivelato che gli onorevoli in questione «sono sei, sette», rifiutandosi però di fare nomi. «Ci sono uomini politici come d’altra parte vari personaggi televisivi e pure giornalisti. Il mondo va avanti così».
La transessuale afferma di non essere mai stata un’attivista lgbt e di non voler diventare «la Vladimir Luxuria milanese, facendo manifestazioni di piazza per difendere e rivendicare i diritti gay», ammettendo che tuttavia le piacerebbe partecipare al Family Day «per manifestare contro quelli che lo faranno, a dirgli “ ipocriti” o qualcosa del genere. Ma non credo che lo farò».
«Essere riconosciuti per legge nei propri diritti – conclude Efe Bal – come unioni civili, un contratto notarile, è una cosa semplicissima. È inutile che creino tutti questi problemi per non dare questa chance, questa possibilità. Sono persone che pagano le tasse, non sono clandestini, si amano, sono italiani, cosa devo fare, ricordarvi le mamme che uccidono i loro figli? Ciò che conta è che una famiglia sia fatta di amore».
Fonte

Vladimir Luxuria intervistata da Foggiatoday

Vladimir Luxuria intervistata da foggiatoday dopo l’incontro ad Arcore con Berlusconi.

“Gay è ok”. Intervista a Vladimir Luxuria

Michele Fiscarelli 26 Ottobre 2014

Selfie con Berlusconi
Selfie con Berlusconi

Varcando la soglia di Arcore, ha segnato un’inversione di rotta nel Centrodestra. Chi avrebbe mai ipotizzato che una transessuale, tra l’altro comunista, avrebbe strappato a Berlusconi un sorriso da selfie e l’impegno a prodigarsi per i diritti civili delle coppie omosessuali?

Vladimir Luxuria, attivista per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuati, sembra affetta dalla “sindrome del primo della classe”, ma antipatica non lo è affatto. Nata a Foggia, ha conseguito con lode la laurea in Lingue a Roma. In Italia è stata promotrice nel 1994 del primo Gay Pride; nel 2006, invece, è stata la prima parlamentare transgender di un Parlamento europeo.

Dopo aver sfidato Vladimir Putin alle Olimpiadi di Sochi esibendo la bandiera rainbow “Gay è ok” e dopo la querelle con Giorgia Meloni sulle adozioni da parte delle coppie omosessuali, ha ospitato la fidanzata di Berlusconi, Francesca Pascale, al Gay Village di Roma.

Partiamo da qui. Luxuria, lei ha accettato l’invito al confronto di Berlusconi sui diritti civili per le coppie omosessuali. Alla luce delle dichiarazioni a favore delle unioni civili alla tedesca del presidente di Forza Italia a Montecitorio, ritiene che il suo contributo sia stato determinante?

“Determinante? Non so, però mi piace pensarlo!”.

L’apertura di Berlusconi consente di prospettare una maggioranza trasversale in grado di legiferare sulle unioni civili. Qual è il suo obiettivo?

“Il mio e della maggior parte dei membri della comunità LGBTI è il matrimonio per tutti, ma l’ipotesi più realistica resta il modello tedesco”.

In Germania la legge garantisce alle coppie omosessuali la scelta di un cognome comune, riconoscimenti contributivi ed assistenziali, estende ai conviventi i diritti successori garantiti ai coniugi, impone l’obbligo di assistenza e sostegno reciproco, ma non permette l’adozione all’esterno della coppia.

“È vero! L’adozione è concessa esclusivamente all’interno della coppia. È la cosiddetta stepchild adoption (l’adozione del figliastro, ndi),ossia la possibilità di estendere la genitorialità sui figli naturali o adottivi del partner anche al convivente dello stesso sesso”.

E qui si pone la questione se i figli siano di chi li fa o di chi li cresce…

“Né figli e né figliastri: per me sono tutti figli, indipendentemente da come e da dove arrivano. Genitore è anche chi biologicamente non lo è! Non posso accettare che due donne si rechino all’estero per mettere al mondo un figlio con la fecondazione assistita e che in Italia, in caso di decesso del genitore biologico, il partner non possa vantare diritti o assumere doveri nei suoi confronti. Oggi Gianfranco Fini vuole apparire gay friendly, ma ricordo che sostenne la legge 40 del 2004, la più discriminatoria perché vieta la fecondazione artificiale alle coppie omosessuali”.

Il premier Renzi continua ad attingere consensi nell’elettorato di centrodestra. Temo che l’apertura di Berlusconi sia soltanto una strategia di marketing politico. In Italia gli omosessuali sono circa un milione. Non teme anche lei che sia esclusivamente interessato al loro voto?

“Gasparri ritiene che così si perdano voti. È un rischio da correre! A volte occorre affrontare scelte coraggiose e, se necessario, educare il proprio elettorato. In Parlamento la proposta non avrà vita facile. Ai voti favorevoli di Forza Italia e del Partito democratico dovrebbero confluire quelli di Sinistra, ecologia e libertà e di parte del Nuovo Centrodestra, dopo l’auspicio di Cicchitto alla redazione di un progetto di legge sostenuto da larghe intese. Contrari, invece, Lega e Fratelli d’Italia. Resta l’incognita del Movimento 5 stelle, vittima della sua missione non collaborativa”.

Ha imboccato la via di Roma da adolescente. Oggi Foggia è una città meno omofoba di ieri?

“Sono andata via da Foggia a 16 anni. Ho subìto insulti e derisioni. Foggia resta la mia città: non ho reciso il cordone ombelicale. Bisogna però lavorare ancora affinché nessuno sia costretto ad emigrare a causa della mancanza di lavoro o, come è capitato a me, per la propria identità sessuale. I miei sono impegnati in difesa dei diritti degli omosessuali. Sostengono che la situazione sia migliorata”.

Prima il caso Marrazzo, ora il presunto tentativo di diffamazione ordito da Emilio Fede. Perché una relazione con un transessuale è ritenuta un marchio di infamia?

“Purtroppo – è vero – è ancora così! Marrazzo è stato vittima di un trappolone. Non comprendo la sessuofobia legata a Berlusconi. Ma che ce ne frega! Non ci sono ragioni professionali, politiche o morali che tengano dinanzi alla tutela della vita privata, sempreché – sia chiaro! – i rapporti vengano consumati tra persone adulte e consenzienti. Quando ero parlamentare – lo dico a lei per la prima volta – mentivo alla Digos dicendo che sarei rientrata a casa a dormire. Invece, assumendomi i miei rischi, ho vissuto. Non avevo mica fatto voto di castità! Io, che manco so’ fidanzata…”.

In fondo, “Gay è ok”.

Social network: about.me/michelefiscarelli

24 Nazioni Europee obbligano la sterilizzazione alle persone trans.

Dal sito TGEU.org verrà tradotto a breve 😉

24 countries in Europe still require sterilization from trans people

24 countries in Europe require sterilisation

TGEU Media Release

24 countries in Europe still require sterilization from trans people

For the first time TGEU publishes a Trans Rights Europe Map & Index. The map shows that 24 countries in Europe require sterilization in legal gender recognition while a total of 16 countries do  not provide for any possibility to change name and gender at all.
This means that transgender people remain barred from active participation in social and economic life. Applying for a job, opening a bank account, boarding a plane can be challenging or even be impossible.
“I experience so much discrimination, harassment and violence that it has become my daily life.” reported one of the 6771 trans identified respondents of the EU LGBT survey. The study was published by the EU Fundamental Rights Agency (FRA) today and presented on the occasion of the first IDAHOT forum happening in The Hague. It is the largest study ever conducted in Europe on the experience of discrimination and violence of LGBT people in the European Union and Croatia. The FRA survey reveals that transgender persons are particular subject to high levels of repeated victimisation and violence and they are two times more likely to be discriminated when looking for a job than the lesbian, gay and bisexual population.
To respect and safeguard the fundamental rights of transgender persons, the FRA recommends: EU action in the area of gender equality should explicitly cover issues linked to discrimination on the grounds of gender identity.
“The FRA study confirms that the experience of violence and discrimination of transgender people is systematic and widespread”, says Alecs Recher, member of the Executive Board of TGEU: “We expect the European Union to finally commit to a comprehensive approach towards the rights of LGBTI people which presents clear objectives and measures on how to realize human rights for all trans people”
“The Trans Rights Europe Index presents a detailed overview over the legal human rights situation for trans people in each European country. It shall guide policy makers to take action to ensure human rights and equality for all trans people”, says Richard Köhler, TGEU Policy Officer